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Progetto INGV – FOTOGRAFIA REFLEX: studio e ricostruzione delle zone terremotate attraverso la fotografia

 

Photo by Roberto Serra / Iguana Press

Giulio Forti (editore di FOTOGRAFIA REFLEX), Claudia Rocchini (fotogiornalista) e Marco Anzidei  (primo ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) hanno ideato e pianificato una bellissima iniziativa  finalizzata alla raccolta documentale delle immagini degli eventi sismici di queste ultime settimane, permettendo così di elaborare informazioni utili per la ricostruzione di edifici storici. Al fine di migliorare la diffusione dell’informazione sulle attività dell’INGV e per rendere più consapevole la popolazione sui fenomeni sismici e vulcanici, è stata creata una pagina bilingue  dell’INGV su Flickr (http://www.flickr.com/photos/ingv/ )in cui sono state già pubblicate centinaia di immagini ch immortalano gli effetti degli eventi sismici del terremoto nella Pianura Padana del 20 maggio scorso. Ad oggi la pagina conta circa 2.000.000 di visite. Il mensile FOTOGRAFIA REFLEX, inoltre, ha chiamato in campo direttamente le popolazioni delle aree colpite dal terremoto; l’invito è pertanto quello a scattare immagini dei danni nei luoghi terremotati, in modo che possano essere utilizzate per fini di ricerca ed elaborazione di progetti specifici per la ricostruzione. Il mensile, inoltre, ha messo a disposizione dell’INGV il proprio Gruppo su Flickr: www.flickr.com/groups/fotografia_reflex/ .

Photo by Roberto Serra/Iguana Press

I tre creatori tengono a precisare  che le immagini presenti su Flickr non vanno assolutamente confuse con quelle trasmesse dalla stampa in genere perché, in questo caso, le fotografie ricevute servono esclusivamente per collaborare ad un’operazione di servizio pubblico. Non si tratta dunque di turismo fotografico della tragedia, ma di un progetto nato dalla necessità dell’INGV di ricevere più rapidamente possibile immagini degli effetti del terremoto sugli edifici e sull’ambiente. «Una foto inviata attraverso il web, usando anche smartphone, cellulari e macchine fotografiche digitali, ci permette di interpretare immediatamente l’entità e la tipologia del fenomeno e valutare dove intervenire. Un conto è partire sapendo già dove andare, un conto è arrivare sul territorio e dover cercare le segnature sul terreno degli effetti più significativi di un evento, intesi come luogo che geologicamente per noi assume maggiore rilevanza» ha puntualizzato Anzidei. E ancora: «L’iscrizione è libera, gratuita e aperta a chiunque possieda uno strumento di ripresa fotografica, possibilmente dotato di funzione GPS, per identificare il luogo di ogni scatto una volta attivata la funzione di localizzazione per essere rese immediatamente disponibili ai ricercatori dell’INGV e contribuire, oltreché allo studio degli eventi sismici, anche all’elaborazione di progetti di ricostruzione secondo criteri antisismici».

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